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Scarpe antinfortunistiche per autunno e inverno: come scegliere contro acqua e freddo

12/10/2026

Pioggia, fango, basse temperature e superfici insidiose: le caratteristiche da cercare nella scarpa da lavoro per la stagione fredda

Con l'arrivo dell'autunno cambia tutto: le giornate si accorciano, la pioggia diventa frequente, il fango si accumula nei cantieri e al mattino le superfici possono essere coperte di brina. Per chi lavora all'aperto o in ambienti non riscaldati, la scarpa diventa la prima linea di difesa contro umidità e freddo.

Un piede bagnato e freddo non è solo scomodo: riduce la sensibilità, aumenta l'affaticamento e distrae dal lavoro. Vediamo quali caratteristiche deve avere una scarpa antinfortunistica per affrontare i mesi freddi in sicurezza e comfort.

Cosa cambia nella stagione fredda

Rispetto all'estate, in autunno e inverno i rischi si moltiplicano:

  • Acqua e umidità: pioggia, pozzanghere, fango e neve che si scioglie mettono alla prova la tomaia

  • Freddo dal suolo: a contatto con cemento, asfalto o terreno gelato, il piede perde calore soprattutto attraverso la suola

  • Superfici scivolose: foglie bagnate, fango, brina e ghiaccio riducono drasticamente l'aderenza

  • Meno luce: con le giornate più corte, la visibilità di ostacoli e dislivelli diminuisce

Una buona scarpa invernale deve rispondere a tutti questi fattori insieme, senza diventare pesante o rigida.

Protezione dall'acqua: idrorepellente o impermeabile?

È la domanda più importante, e la risposta dipende da quanto tempo passi a contatto con l'acqua.

S3: tomaia idrorepellente Le calzature S3 hanno una tomaia che resiste alla penetrazione dell'acqua per un tempo limitato. Sono ideali per chi lavora all'aperto con pioggia occasionale, attraversa zone umide o alterna interno ed esterno.

S7: impermeabilità completa (WR) Le S7 aggiungono ai requisiti della S3 la certificazione WR, che attesta la resistenza all'acqua dell'intera calzatura. Sono la scelta giusta per chi resta a lungo sotto la pioggia, nel fango o con i piedi in acqua: edilizia in condizioni difficili, agricoltura, manutenzione del verde.

Le Water Shield di Dike Per queste condizioni Dike ha sviluppato la linea Water Shield: calzature S7 WR con tomaia in pelle idrorepellente e membrana interna Water Resistant, che mantiene il piede asciutto anche dopo ore sotto la pioggia. Tra i modelli di riferimento:

  • Sublime H S7 WR SRC: scarponcino con fodera traspirante Solidbreath®, puntale in alluminio Aluforce®, soletta antiperforazione HighSafe-Tex® e suola in poliuretano bidensità resistente a oli e idrocarburi

  • Defend H S7 HRO WR SRC: stessa protezione dall'acqua, con suola in poliuretano e gomma e battistrada HRO progettato per liberarsi rapidamente da fango e detriti. Ideale per cantieri e agricoltura

Il dettaglio da non trascurare Anche la scarpa più impermeabile si bagna dall'alto se l'acqua entra dal collo. In presenza di pozzanghere profonde o neve, una scarpa alta offre una protezione decisamente superiore.

Protezione dal freddo: isolamento, fodere e puntale

La marcatura CI La sigla CI (Cold Insulation) indica che la suola è stata testata per isolare il piede dal freddo. È da considerare per chi lavora a lungo all'aperto in pieno inverno o in ambienti refrigerati, come celle frigorifere e magazzini del freddo.

Un esempio è lo Star Boot S3L FO SR CI ESD di Dike, certificato secondo la EN ISO 20345:2022. Lo stivaletto unisce l'isolamento dal freddo CI a una fodera calda in pelliccia sintetica, una tomaia in nappa pieno fiore idrorepellente con cerniera laterale per calzarlo e sfilarlo con facilità, e la suola SR per una maggiore aderenza sulle superfici bagnate. Completano la dotazione il puntale in alluminio Aluforce® e la soletta antiperforazione HighSafe-Tex®.

Fodere e imbottiture Le fodere termiche trattengono il calore, ma vanno scelte con equilibrio: in un ambiente riscaldato o con molta attività fisica, una scarpa troppo calda fa sudare il piede, e un piede umido si raffredda molto più in fretta.

Il puntale fa la differenza I puntali in materiali compositi come la fibra di carbonio non conducono il freddo come l'acciaio: in inverno significa dita meno fredde anche dopo ore all'aperto. Le calzature Dike utilizzano puntali in alluminio o fibra di carbonio, che offrono in più il vantaggio della leggerezza, un tema approfondito nell'articolo sulle scarpe antinfortunistiche leggere.

Alte o basse? Le scarpe alte proteggono meglio la caviglia da freddo, acqua e fango e offrono più stabilità sui terreni irregolari. Le scarpe basse restano valide per chi alterna spesso interno ed esterno o lavora prevalentemente su superfici regolari.

Grip sulle superfici invernali

Foglie bagnate, fango e brina sono tra le superfici più insidiose dell'anno. Per affrontarle serve:

  • Battistrada con tasselli profondi per fare presa su terreni morbidi e irregolari

  • Effetto autopulente, così che il fango non intasi la suola e non la trasformi in una superficie liscia

  • Mescola che resta flessibile al freddo: alcune suole tendono a indurirsi con le basse temperature e perdono aderenza

  • Marcatura SR per chi, oltre all'esterno, lavora anche su pavimenti bagnati o piazzali lisci

Attenzione però al ghiaccio: i test antiscivolo della normativa non vengono eseguiti su ghiaccio o neve compattata. Nessuna scarpa rende sicura una superficie ghiacciata, quindi la prudenza resta la prima regola. Per approfondire le sigle antiscivolo, trovi tutti i dettagli nella nostra guida dedicata alle suole antiscivolo e alla certificazione SR.

Quale scarpa per quale situazione

  • Cantiere e agricoltura con pioggia frequente: S7 WR, meglio se alta, come le Water Shield. Con freddo intenso, valuta la marcatura CI

  • Lavori all'aperto con pioggia occasionale (impiantisti, tecnici, corrieri): S3 idrorepellente, alta o bassa in base al terreno

  • Magazzini e capannoni non riscaldati: S3 con fodera calda e suola isolante

  • Celle frigorifere, logistica del freddo e lavori all'aperto in pieno inverno: calzature alte con marcatura CI, come lo Star Boot

  • Ambienti interni riscaldati: una S1P o S3 standard è sufficiente; una scarpa troppo calda farebbe solo sudare

Trovi tutti i modelli pensati per la stagione fredda nella collezione di scarpe invernali e in quella per ambienti umidi. Per un'analisi completa settore per settore, puoi leggere la guida su come scegliere le scarpe antinfortunistiche giuste per il proprio lavoro.

Il ruolo del calzino (e della taglia)

In inverno il calzino conta quasi quanto la scarpa:

  • Preferisci calze in lana o fibre tecniche, che mantengono il calore anche quando assorbono umidità

  • Evita il cotone puro, che trattiene il sudore e raffredda il piede

  • Non esagerare con lo spessore: un calzino troppo spesso in una scarpa della misura giusta comprime il piede, riduce la circolazione e lo fa sentire più freddo

Se in inverno usi calze più pesanti rispetto all'estate, prova la scarpa proprio con quelle: la vestibilità può cambiare in modo sensibile.

Manutenzione invernale: asciugare nel modo giusto

Pioggia, fango e sale stradale mettono a dura prova i materiali. Qualche accortezza allunga la vita della scarpa:

  • Mai sul termosifone o vicino a fonti di calore dirette: il calore eccessivo secca e crepa la pelle, deforma la struttura e può danneggiare gli incollaggi

  • Estrai il sottopiede e riempi la scarpa di carta di giornale, sostituendola dopo qualche ora: assorbe l'umidità in modo delicato

  • Rimuovi fango e sale con un panno umido a fine giornata, prima che si secchino sulla tomaia

  • Alterna due paia: in inverno è quasi indispensabile, perché una scarpa ha bisogno di almeno 24 ore per asciugarsi completamente

Trovi tutti i passaggi nella guida su come lavare e prendersi cura delle scarpe antinfortunistiche. E se dopo la stagione fredda noti suola consumata o tomaia che lascia passare l'acqua, verifica i segnali descritti in quanto durano un paio di scarpe antinfortunistiche.

Il consiglio Dike

Non aspettare il primo giorno di pioggia per accorgerti che le scarpe non tengono più. A inizio autunno fai un controllo rapido: battistrada, cuciture, tenuta della tomaia e stato del sottopiede.

E ricorda che la scarpa invernale ideale non è la più pesante, ma quella che ti tiene asciutto e al caldo senza farti perdere agilità: impermeabilità, isolamento e leggerezza possono convivere.

 

FAQ

Meglio scarpe S3 o S7 per l'inverno?

Dipende dall'esposizione all'acqua. Le S3 sono idrorepellenti e vanno bene per pioggia occasionale e ambienti umidi. Se resti a lungo sotto la pioggia, nel fango o con i piedi in acqua, la scelta più sicura è una S7, che garantisce l'impermeabilità completa della calzatura (WR), come i modelli della linea Water Shield di Dike

Le scarpe S3 sono impermeabili?

 No, sono idrorepellenti: resistono all'acqua per un tempo limitato. Per un'impermeabilità totale serve la certificazione WR, presente nelle calzature S7.

Cosa significa la sigla CI sulle scarpe da lavoro?

CI (Cold Insulation) indica che la suola è stata testata per isolare il piede dal freddo. È consigliata per chi lavora a lungo all'aperto in pieno inverno o in ambienti refrigerati come celle frigorifere. Nella gamma Dike questa protezione è presente, ad esempio, nello Star Boot S3L FO SR CI ESD.

Il puntale in fibra di carbonio tiene più caldo il piede?

Sì, rispetto a un puntale in acciaio. La fibra di carbonio non conduce il freddo come il metallo, quindi le dita restano più protette dalle basse temperature. È anche molto più leggera, a parità di protezione.

Come asciugare le scarpe antinfortunistiche bagnate?

Estrai il sottopiede, riempi la scarpa di carta di giornale e lasciala asciugare a temperatura ambiente, lontano da termosifoni, stufe o fonti di calore dirette, che possono crepare la pelle e danneggiare gli incollaggi. Alternare due paia permette a ciascuna scarpa di asciugarsi completamente.