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Come lavare e prendersi cura delle scarpe antinfortunistiche

09/08/2026

Manutenzione, pulizia e piccoli accorgimenti per allungare la vita delle tue scarpe da lavoro, seguendo le indicazioni della Nota Informativa Dike

Le scarpe antinfortunistiche sono molto più di un semplice paio di calzature: sono un Dispositivo di Protezione Individuale che ti accompagna per ore, ti protegge e affronta con te fango, polvere, sudore e sollecitazioni di ogni tipo. Proprio per questo, prendersene cura non è una questione di estetica, ma di sicurezza e durata.

Una pulizia corretta e una manutenzione regolare permettono ai materiali di mantenere le proprie prestazioni più a lungo, preservando comfort, traspirabilità e capacità protettive. In questa guida vediamo come pulire, asciugare e conservare le tue calzature da lavoro seguendo le indicazioni ufficiali contenute nella Nota Informativa che accompagna ogni calzatura Dike.

Perché la manutenzione fa davvero la differenza

Ogni giorno le tue scarpe accumulano sporco, umidità e batteri. Se trascurati, questi elementi non solo generano cattivi odori, ma accelerano il deterioramento dei materiali: la tomaia si irrigidisce, la suola perde grip e l’imbottitura interna si degrada più velocemente.

La stessa Nota Informativa lo ricorda: la durata del prodotto è legata all’uso, ai cicli di pulizia e al conseguente degrado dei materiali. Prendersi cura delle proprie calzature significa quindi proteggere l’investimento fatto, ma soprattutto garantirsi una protezione sempre efficace: la calzatura soddisfa i requisiti di sicurezza solo se indossata correttamente e in perfette condizioni.

La regola d’oro: verificare prima di ogni uso

Prima di indossare le scarpe, controlla sempre le loro condizioni e la loro pulizia. Se la calzatura presenta danni visibili come scuciture, crepe o eccessiva usura della suola, va sostituita: nessuna operazione di pulizia può ripristinare una protezione compromessa.

La seconda regola è la delicatezza: prima di pulire, verifica sempre il tipo di materiale della tomaia. Pelle, nubuck, tessuto tecnico e microfibra richiedono trattamenti diversi, e usare il prodotto sbagliato può fare più danni dello sporco stesso.

Pulizia regolare: pochi minuti, grandi risultati

Come indicato nella Nota Informativa, la pulizia va effettuata regolarmente utilizzando spazzole, carta da officina e strofinacci. La frequenza dell’operazione va stabilita in relazione alle condizioni del posto di lavoro: in contesti sporchi come edilizia o agricoltura servirà una pulizia più frequente rispetto ad ambienti puliti come logistica o industria leggera.

A fine giornata bastano pochi gesti:

  • rimuovi il fango o la polvere in eccesso con una spazzola a setole morbide o un panno asciutto;

  • estrai la soletta interna per farla arieggiare durante la notte;

  • se possibile, allenta i lacci e apri bene la scarpa per favorire la ventilazione interna.

Questo semplice rituale mantiene la scarpa più igienica, riduce i cattivi odori e prepara i materiali all’utilizzo del giorno successivo.

Cosa non usare mai

Su questo punto la Nota Informativa è molto chiara: non usare prodotti aggressivi come benzina, acidi o solventi, che possono compromettere qualità, sicurezza e durata del DPI. Anche la lavatrice è da evitare: il ciclo di lavaggio sottopone la scarpa a sollecitazioni meccaniche e termiche che possono danneggiare puntale, incollaggi e materiali della tomaia. Meglio sempre una pulizia manuale delicata.

Pulizia in base al materiale della tomaia

Tomaia in tessuto tecnico o mesh. I materiali traspiranti delle calzature più leggere ed estive si puliscono con una spazzola morbida o un panno leggermente umido, insistendo delicatamente sulle zone più sporche e rimuovendo poi ogni residuo con un panno pulito.

Tomaia in pelle. La pelle va trattata con rispetto: usa un panno morbido leggermente umido per rimuovere lo sporco, evitando di inzuppare il materiale.

Tomaia in nubuck o crosta. Il nubuck ha una superficie vellutata e delicata che non ama l’acqua: usa una spazzola apposita per camoscio/nubuck a secco, per sollevare lo sporco senza rovinare la texture.

Il trattamento periodico della tomaia

Dopo la pulizia, la Nota Informativa consiglia di procedere al trattamento periodico della tomaia con un lucido idoneo – a base di grasso, cera o silicone – scelto in funzione del materiale. Questo trattamento nutre e protegge la tomaia, mantenendo le pelli elastiche e preservando le caratteristiche del materiale nel tempo.

Utilizza sempre prodotti specifici per calzature: mai solventi o prodotti generici aggressivi.

Asciugatura e conservazione corrette

L’asciugatura è un momento delicato: non asciugare mai le calzature in vicinanza o a contatto diretto con stufe, termosifoni e altre fonti di calore. Il calore eccessivo indurisce e crepa la pelle e può deformare la struttura. Lascia asciugare sempre all’aria, a temperatura ambiente; per accelerare puoi estrarre la soletta e inserire della carta assorbente all’interno.

Quando non le usi, deposita le calzature in un luogo asciutto, pulito e aerato. Per lo stoccaggio prolungato, conservale nelle confezioni originali, in luoghi asciutti e non eccessivamente caldi. Ricorda inoltre che cambiamenti o modifiche nelle condizioni ambientali – come temperature estreme o umidità – possono ridurre in modo significativo le performance della calzatura.

Il consiglio Dike

Non aspettare che le scarpe siano visibilmente rovinate per prendertene cura. Una manutenzione costante e leggera vale più di un lavaggio profondo occasionale.

E ricorda la regola d’oro della durata: alterna due paia di scarpe quando possibile. Lasciar riposare e asciugare completamente i materiali tra un utilizzo e l’altro migliora igiene, comfort e durata nel tempo.

 

FAQ

Quali prodotti si possono usare per pulire e trattare le scarpe da lavoro?

Per la pulizia sono indicati spazzole, carta da officina e strofinacci; per il trattamento periodico della tomaia, un lucido idoneo a base di grasso, cera o silicone, adatto al materiale. Sono invece da evitare assolutamente prodotti aggressivi come benzina, acidi e solventi, che possono compromettere qualità, sicurezza e durata del DPI.

Come asciugare le scarpe antinfortunistiche senza rovinarle?

Sempre all’aria, a temperatura ambiente e lontano da fonti di calore dirette come termosifoni, stufe o phon. Il calore eccessivo indurisce e crepa la pelle e può deformare la struttura. Per accelerare l’asciugatura puoi estrarre la soletta e inserire della carta assorbente all’interno, sostituendola quando diventa umida.

Ogni quanto vanno pulite le scarpe da lavoro?

La frequenza va stabilita in relazione alle condizioni del posto di lavoro, come indicato nella Nota Informativa. Una pulizia rapida (rimozione di fango e polvere, aerazione della soletta) andrebbe fatta ogni giorno o quasi; in contesti sporchi come edilizia o agricoltura la pulizia più accurata sarà più frequente rispetto ad ambienti puliti come logistica o industria leggera.

Come vanno conservate le scarpe quando non si usano?

In un luogo asciutto, pulito e aerato. Per lo stoccaggio prolungato è consigliabile conservarle nelle confezioni originali, in luoghi asciutti e non eccessivamente caldi, per evitare rischi di deterioramento dei materiali.