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Plantari e solette per scarpe antinfortunistiche: comfort, postura e certificazione

09/08/2026

Perché la soletta giusta fa la differenza dopo 8 ore in piedi: guida a supporto plantare, ammortizzazione e regole per una sostituzione sicura

Quando pensiamo a una scarpa antinfortunistica, ci concentriamo quasi sempre sul puntale, sulla suola antiscivolo o sulla lamina anti-perforazione. Eppure c’è un componente spesso sottovalutato che influisce enormemente sul comfort quotidiano: la soletta.

Dopo otto ore in piedi, su superfici dure e in movimento continuo, è proprio il supporto plantare a fare la differenza tra una giornata di lavoro serena e una segnata da dolori a piedi, ginocchia e schiena. In questa guida vediamo perché la soletta conta così tanto e, soprattutto, quali regole seguire quando arriva il momento di sostituirla.

Il ruolo nascosto della soletta

La soletta è l’unico elemento della scarpa a costante contatto con la pianta del piede. Il suo compito non è solo riempire lo spazio interno, ma sostenere l’arco plantare, distribuire il peso in modo uniforme e assorbire gli urti a ogni passo.

Una soletta di qualità riduce i punti di pressione, migliora la stabilità e limita l’affaticamento muscolare. Al contrario, una soletta appiattita o deformata può generare dolori, cattiva postura e senso di stanchezza già a metà turno.

Comfort e postura: un legame diretto

Il piede è la base su cui poggia l’intera struttura del corpo. Se il piede non è sostenuto correttamente, la postura ne risente lungo tutta la catena: caviglie, ginocchia, anche e schiena lavorano in modo scorretto per compensare, e con il tempo compaiono tensioni e dolori.

Un buon supporto plantare mantiene il piede nella sua posizione naturale, favorendo un allineamento corretto e riducendo il carico sulle articolazioni. Ecco perché il plantare in dotazione alle calzature Dike è progettato per essere estraibile, traspirante e con assorbimento degli urti, studiato per garantire comfort durante l’intera giornata lavorativa.

La soletta fa parte della certificazione della scarpa

C’è un aspetto fondamentale, chiarito dalla Nota Informativa che accompagna ogni calzatura Dike: se la calzatura è dotata di soletta estraibile, significa che i test di certificazione sono stati eseguiti con la soletta in posizione. La soletta, quindi, non è un semplice accessorio di comfort: è parte integrante del Dispositivo di Protezione Individuale.

Da questo derivano due regole semplici ma essenziali:

  • Usa sempre la calzatura con la sua soletta: toglierla o utilizzare la scarpa senza plantare altera le condizioni in cui la calzatura è stata testata e certificata.

  • Sostituisci la soletta soltanto con il medesimo plantare certificato, ovvero un modello equivalente fornito dal fabbricante della calzatura, che garantisce le stesse proprietà previste dalla norma in combinazione con la scarpa.

Inserire solette generiche acquistate liberamente, di forma, spessore o materiali diversi, può alterare la calzata, la posizione del piede rispetto al puntale di protezione e le proprietà certificate della calzatura (come quelle antistatiche).

Plantari ortopedici: il percorso corretto

E chi ha reali esigenze ortopediche, come piede piatto, piede cavo o particolari conformazioni dell’arco plantare? In questi casi particolari non bisogna improvvisare con soluzioni fai-da-te.

Il percorso corretto è questo: l’esigenza va comunicata al proprio ortopedico, che si metterà in contatto con l’azienda convenzionata per eseguire il rilievo del piede e realizzare un prototipo di plantare coerente con la certificazione della calzatura. Solo così è possibile ottenere un plantare personalizzato che risponda alle esigenze cliniche senza compromettere la conformità e la sicurezza del DPI.

Quando sostituire la soletta

La Nota Informativa include i sottopiedi originali tra gli elementi da controllare per valutare lo stato della calzatura: se presentano pronunciate deformazioni e schiacciamenti, vanno sostituiti – sempre con il medesimo plantare certificato.

Segnali da tenere d’occhio:

  • l’imbottitura è appiattita e non ammortizza più come prima;

  • il supporto dell’arco plantare risulta cedevole o deformato;

  • la soletta resta deteriorata o maleodorante nonostante la pulizia e l’aerazione quotidiana.

Il consiglio Dike

Non trascurare mai la soletta: è il primo alleato del tuo comfort e parte integrante della sicurezza della tua calzatura. Estraila ogni sera per farla arieggiare e, se possibile, alterna due paia di scarpe per lasciar riposare completamente i materiali.

E quando arriva il momento di sostituirla, scegli sempre il plantare certificato previsto per il tuo modello: è l’unico modo per mantenere intatte le prestazioni per cui la tua scarpa è stata progettata e testata.

 

FAQ

Posso usare la scarpa antinfortunistica senza soletta?

No. Se la calzatura è dotata di soletta estraibile, i test di certificazione sono stati eseguiti con la soletta in posizione: la scarpa va sempre utilizzata con il suo plantare.

Posso sostituire la soletta con una qualsiasi soletta comfort in commercio?

No. La soletta va sostituita soltanto con il medesimo plantare certificato, ovvero un modello equivalente fornito dal fabbricante della calzatura, che garantisce le proprietà previste dalla norma in combinazione con la scarpa. Solette generiche possono alterare calzata, posizione del piede rispetto al puntale e proprietà certificate del DPI.

Si possono usare plantari ortopedici nelle scarpe antinfortunistiche?

Solo seguendo il percorso corretto. I casi ortopedici particolari devono essere comunicati al proprio ortopedico, che si metterà in contatto con l’azienda convenzionata per eseguire il rilievo del piede e realizzare un prototipo di plantare coerente con la certificazione della calzatura. Non vanno inseriti plantari ortopedici generici in autonomia.

Quali solette scegliere per chi sta in piedi tutto il giorno?

I plantari Dike in dotazione sono già studiati con questo obiettivo: estraibili, traspiranti, con assorbimento degli urti e capaci di distribuire il peso in modo uniforme, riducono sensibilmente l’affaticamento a fine turno.

Le solette aiutano contro il mal di schiena da lavoro?

Possono contribuire. Sostenendo correttamente il piede e favorendo un allineamento posturale migliore, un buon plantare riduce il carico su articolazioni e colonna vertebrale, alleviando le tensioni. Non sono però una cura: se il mal di schiena è persistente è sempre opportuno consultare un medico o uno specialista per individuarne la causa.

Ogni quanto vanno sostituite le solette?

Dipende dall’intensità di utilizzo, ma in genere le solette si consumano prima della scarpa. Se il sottopiede presenta pronunciate deformazioni o schiacciamenti, oppure risulta deteriorato nonostante la pulizia, è il momento di sostituirlo con il plantare certificato previsto per il tuo modello. In caso di uso intensivo, una verifica ogni pochi mesi è una buona abitudine.